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Ma quanti soldi sono?

3 ottobre 2009

Quali sono le stime del capitale rientrante? Quali sono le somme da versare alle casse dello Stato? Che cosa ne viene ai cittadini? Quanto ci spetta, e di che cosa? Cerchiamo di capirlo, sotto con le calcolatrici.

Qualcuno parla di 300 miliardi; scendendo a più miti aspettative altri parlano di 100 miliardi: questi sono tra i primi dati, ricavabili da quanto riporta la Repubblica.it (questo link è alla home page; clicca invece sulle cifre per vedere gli articoli relativi).

Cosa vuol dire? Che queste saranno le cifre che l’Italia guadagna dall’operazione? Non scherziamo, insomma: questi sono soldi di privati, che li faranno reimpatriare incentivati dalla manovra-scudo: quindi, almeno il 95% di quei miliardi, 100 o 300 che siano, loro sono e loro restano, ok? Non si toccano – col denaro non si scherza. Se li sono guadagnati (come non importa: la manovra ne consegna la provenienza appositamente all’oblio).

Quello che l’Italia si aspetta di guadagnarci è invero modesto: il 5% (ringraziamo ancora Repubblica citata a fonte); se le cose stanno così, intanto, potremmo già dire che per poco che sia si tratterebbe di una cifra tra i 5 e i 15 miliardi di euro.

Proviamo a distribuirli tra i cittadini italiani; facciamo i conti, calcolatrice alla mano, su una popolazione approssimativa di 50 milioni di abitanti – e ci risultano tra i 100 e i 300 euro a testa. Non un granchè – ma nemmeno da sputarci sopra, occhio! E poi, attraverso i rappresentanti parlamentari, cari concittadini italiani, abbiamo votato questa legge – e si arriva a decidere con un provvedimento normativo che val la pena regalare un condono fiscale e penale su ingenti somme a pochi di noi, allora vuol dire che il beneficio corrispondente per tutti gli altri deve essere comparabile. Forse 100 euro a testa sono briciole – parliamone!; ma intanto cerchiamo di farle valere: la regola è non disperdere, non buttare nel calderone; non buttare nelle tasche onnivore di pochi.

Intanto proviamo a dare un’occhiata alle stime della popolazione italiana; ci sta venendo un’idea e a breve la preciseremo. Qualcuno indovina? Alla prossima.

Scudo fiscale

2 ottobre 2009

E se…?

Scudo fiscale – in pochi semplici passi, una proposta non rifiutabile

Lo Stato (anzi, la presidenza del Consiglio, perché i quattrini andranno in un fondo apposito a disposizione del premier Berlusconi) metterà da parte, se tutto andrà bene, 5 miliardi di euro; F.Scaglione (vedi link)

Lo scudo fiscale è legge e le polemiche divampano: nulla di nuovo. Da cittadini, abbiamo qualcosa da guadagnare nel gridare all’ingiustizia? Se sì, ben poco. Che fare dunque? L’unica cosa ragionevole sembra quella di pretendere la nostra parte, democraticamente, richiedendo una manovra mirata al controllo dell’attuazione dello “scudo”.

A) L’evasione fiscale penalizza le finanze dello Stato, e, dunque, il bilancio dell’economia pubblica, che riguarda ogni cittadino;

B) il rientro dei capitali, incentivato con la previsione di condoni e sanatorie, può essere meritevole di diventare legge – senza ledere, tra gli altri, i principi costituzionali inerenti alla solidarietà contributiva – solo se si ritiene che avvantaggi i cittadini attraverso le ricadute positive sulla finanza pubblica (nessun Paese democratico accetterebbe davvero una Legge studiata per fare un regalo a pochi singoli, suvvia!!!);

C) il modo di ottenere una immediata ricaduta positiva dall’operazione c’è: tutti i proventi della manovra (quel 5% dei proventi di capitali esteri rientranti) deve essere accuratamente preventivato e monitorato e destinato esclusivamente e specificamente ad intervenire sulla riduzione della richiesta del gettito fiscale da parte dei singoli e sull’incremento dei servizi di pubblica utilità sociale, opportunamente individuati, che richiedano la maggiore urgenza.

Ovviamente, quello più serio è il punto C): ed è anche quello su cui è meno allettante discutere, perché un conto è lamentarsi e un altro è avanzare delle proposte. Ma scommettiamo che i cittadini Italiani ne siano più che capaci. Una cosa deve essere chiara: i piagnistei non servono. Possiamo occuparci all’infinito di commentare, accusare, sceverare cause – guadagno netto per il cittadino zero. Quindi, saltando ovvie e pur legittime manifestazioni di sdegno (contro il Governo; contro il Senato; contro la Camera; contro i partiti; contro quelli che c’erano e fingevano di non esserci; contro quelli che magari non ci fossero stati; contro le sventure italiane etc., etc.), vediamo di mettere insieme le idee.

Qualcuno ci prova, cominciamo a segnalarlo:

1) per chi vuole tentare l’ultima difesa, è quasi d’obbligo lasciare una sua firma qui

http://antefatto.ilcannocchiale.it/glamware/blogs/blog.aspx?id_blog=96578&id_blogdoc=2341588&yy=2009&mm=09&dd=26&title=raccolta_firme_appello_al_pres

è carino anche perché potete lasciare il vostro nome, il commento e vantarvi con gli amici di quello che avete fatto, indicando loro il numero della vostra firma (siamo quasi 100.000, vediamo se ci arriviamo!);

Aggiornamento al 3 ottobre – questa ce la siamo giocata: più di 80.000 firme sono state accolte come un gesto inutile da parte del Presidente. Ma 80.000 Italiani non sono proprio da snobbare!

2) ecco una bella idea che ci propone la giornalista indipendente Emilia Urso Anfuso:

http://www.agoravox.it/Scudo-fiscale-e-noi-chiediamo-la.html

peccato solo che, di nuovo, i vantaggi vanno solo ai disonesti – anche poco, ma quel poco ci vuole;

dunque, restiamo in attesa di reazioni ancora più positive. Su queste pagine proveremo a proporne: tutti i suggerimenti e le partecipazioni sono graditi e richiesti. A presto.